The Express
Una couturière locale riporta lo stile europeo a casa – conquista il Bridal Show di Plymouth
Nata a Boston e formata in Italia, l’artista e couturière MYA ROYAL ha fatto un debutto straordinario con una collezione di abiti couture al 1620 Winery Bridal Expo, tenutosi domenica nello storico Cordage Commerce Center di Plymouth. Mentre la città si prepara alle celebrazioni del 2020 per il 400° anniversario dell’arrivo dei Padri Pellegrini sul Mayflower, nuove realtà imprenditoriali stanno emergendo e iniziando a fiorire. «Plymouth aveva bisogno di questo», ha dichiarato la giovane madre locale Colleen McInerney, riferendosi al nuovo atelier della designer.
Mya Royal realizza abiti formali e accessori su misura secondo la tradizione sartoriale della couture, sia per uomo che per donna. Dopo aver vissuto e lavorato in Italia per diversi anni, ha chiuso il suo atelier nel centro storico di Firenze per rivolgersi al Nuovo Mondo. E il Nuovo Mondo, domenica, ha certamente rivolto la sua attenzione a lei e al suo team di splendide modelle durante l’evento in cantina.
La location, già di per sé suggestiva, ha offerto lo scenario ideale per Old Gold, la capsule collection di abiti realizzati a mano dall’artista. Gli abiti scorrevano con naturale eleganza nello spazio, accompagnati da corone scintillanti, diademi e veli eterei. La palette cromatica spaziava dal bianco più puro all’avorio, all’oro, al rosa cipria, fino a un audace rosso ciliegia che propone una nuova visione dell’abito da sposa. Pizzi delicati, strascichi importanti, corpetti strutturati e scollature a cuore caratterizzavano questa collezione luminosa e raffinata.
È interessante notare che Royal è stata aggiunta alla lista degli espositori all’ultimo momento e ha realizzato l’intera collezione nelle cinque settimane precedenti l’evento, accompagnata dai suoi due figli gemelli di tre anni. Ha inoltre riunito un team di volontari—tra cui hairstylist, fotografo e modelle—che, come racconta, «sono sembrati apparire dal nulla, come per magia».
Mya Royal, distribuendo personalmente biglietti da visita con lo slogan «If you can’t go naked…» scritto in rossetto rosso e accompagnato da un bacio, ha incoraggiato le future spose a commissionare abiti su misura realizzati da talenti locali, anziché rivolgersi a grandi aziende anonime. «La maggior parte dei miei clienti viene da me perché cerca qualcosa che non può trovare in negozio. Sono tutti unici», afferma.
L’unicità non è certo estranea a Royal, e i suoi abiti sono tutti pezzi irripetibili. Nata a Fields Corner, Dorchester, e cittadina italo-americana, Royal è laureata con lode in arte presso la UMass Boston e ha conseguito un master in fashion design presso l’Accademia Italiana di Firenze. Ha collaborato con importanti realtà del settore, tra cui Versace e Ferragamo, oltre al marchio Kiki de Montparnasse. Il suo primo atelier couture è stato registrato nel North End di Boston, in Salem Street, nel 2009, per poi trasferirsi in Italia per alcuni anni. Questa sfilata segna il suo luminoso ritorno sulla scena americana.
