Gesto e Trasformazione

La stampa d’arte rappresenta da molti anni uno dei linguaggi fondamentali della pratica — non soltanto come disciplina artistica autonoma, ma come modo di osservare texture, gesto, stratificazione, ripetizione e trasformazione attraverso la materia. Sviluppato attraverso il lavoro svolto in studi e laboratori tra Massachusetts, Vermont, Firenze e altri luoghi, il processo si muove liberamente tra monotipi, sperimentazioni di superficie, sviluppo tessile, tecniche miste e opere su carta. Più che esistere separatamente dalla moda o dalla progettazione degli spazi, la stampa d’arte opera qui come un sistema interconnesso attraverso il quale immagini, tessuti, abiti, interni e installazioni emergono gradualmente da una ricerca visiva e materica condivisa.

Le opere presentate in questa sezione riflettono un approccio radicato tanto nel processo quanto nella composizione finale. Inchiostro, pressione, trasferimento, erosione, ripetizione e casualità diventano collaboratori attivi nella costruzione di ciascun lavoro, permettendo a texture e forme di evolversi organicamente attraverso il contatto diretto con la materia. Molte di queste ricerche visive riemergono successivamente all’interno di abiti, tessuti, interni e opere ambientali più ampie, trasportando tracce del processo di stampa verso altre discipline. Insieme, le opere formano un archivio in continua evoluzione di sperimentazione, atmosfera e memoria materiale sviluppato attraverso anni di pratica costante in atelier.

Stampa d’Arte

La stampa d’arte rappresenta da molti anni uno dei linguaggi fondamentali dell’universo creativo MYA ROYAL. Molto prima di diventare abiti, tessuti o collezioni, molte di queste immagini nascevano come opere su carta: impressioni stratificate costruite attraverso gesto, trasferimento, ripetizione e contatto diretto tra materiale e superficie.

Il percorso ebbe origine durante l’infanzia, attraverso strumenti e materiali per linoleum messi a disposizione dalla madre dell’artista, sviluppandosi successivamente in un approfondito lavoro sulla tecnica della monotipia durante gli anni di studio secondario e universitario. Molte opere venivano realizzate utilizzando stencil creati direttamente dai corpi dei modelli, da piante, fiori e forme organiche, conservando vene, contorni e imperfezioni naturali all’interno dell’immagine stampata stessa. Le composizioni risultanti si muovono tra figurazione e astrazione, esplorando spesso il rapporto tra corpo, memoria, movimento e struttura naturale.

Dopo gli studi universitari, la pratica proseguì all’interno di laboratori collaborativi di stampa a Boston, Cambridge, Burlington e Firenze, evolvendosi parallelamente al percorso di specializzazione in fashion design. In questo periodo mostre, installazioni e progetti indipendenti si svilupparono insieme alla costruzione sartoriale e alla sperimentazione tessile, permettendo alla stampa d’arte di diventare non soltanto una disciplina artistica autonoma, ma anche una base materiale per le successive collezioni di moda.

Con il tempo, queste monotipie originali iniziarono a trasferirsi dalla carta al tessuto. Attraverso processi di fotografia digitale e manipolazione dell’immagine, alcune opere vennero adattate alla stampa sublimatica su tessuto, entrando progressivamente nel linguaggio visivo della linea iñi e di vari sviluppi tessili couture. In questo modo, la stampa d’arte continua ancora oggi a rappresentare una componente attiva e vitale della pratica di studio — non separata dagli abiti, ma integrata direttamente nelle loro superfici, texture e costruzione.

Traduzione nel Tessile e nella Moda

Con il tempo, il processo di stampa si è gradualmente esteso oltre la carta, entrando direttamente nella costruzione di abiti e tessuti. Piuttosto che considerare il disegno tessile come una semplice decorazione applicata successivamente, l’immagine stampata è diventata parte integrante del linguaggio strutturale ed emotivo del capo stesso. Monotipie, trasferimenti fotografici, texture stratificate, impressioni botaniche e immagini create manualmente hanno iniziato a influenzare silhouette, sviluppo dei materiali e sperimentazione tessile sia nel lavoro couture che nelle collezioni prêt-à-porter.

All’interno della couture, gli elementi stampati venivano spesso integrati attraverso tessuti personalizzati, trasparenze sovrapposte, applicazioni, manipolazioni materiche o immagini digitalmente adattate direttamente dalle opere originali su carta. Parallelamente, l’evoluzione della stampa tessile digitale e della sublimazione ha reso possibile trasferire queste opere su tessuti tecnici e sistemi di abbigliamento contemporanei senza perdere la complessità visiva e la qualità tattile dei lavori originali.

Questa evoluzione è diventata progressivamente centrale nello sviluppo della collezione iñi, nella quale molti capi nascono da monotipie adattate, fotografie sperimentali, studi botanici e opere d’archivio realizzate nel corso di anni di pratica in studio. In questo modo, la stampa d’arte ha smesso di esistere come disciplina separata, diventando invece parte integrante di un linguaggio più ampio legato al movimento, all’abito, all’identità e all’esperienza vissuta.

Practica Continua

La stampa d’arte continua ancora oggi a rappresentare una componente attiva della pratica di studio, esistendo accanto alla couture, al tessile, alla ceramica, alla fotografia e ai progetti culturali come parte di un processo multidisciplinare in continua evoluzione. Sebbene tecniche, materiali e tecnologie si siano ampliati nel tempo, l’approccio fondamentale rimane radicato nella sperimentazione fisica, nel rapporto diretto con la materia e nella relazione tra mano, superficie e impressione.

Lo studio continua a produrre opere su carta, studi tessili, superfici sperimentali e ricerche visive sviluppate attraverso processi sia tradizionali che contemporanei. Opere più antiche riemergono frequentemente in nuove forme: stampe d’archivio diventano abiti, studi botanici si trasformano in tessuti, frammenti di installazioni passate ritornano all’interno di nuove collezioni e immagini create decenni prima continuano a vivere attraverso nuovi contesti materiali.

Più che funzionare come un archivio statico o un corpus concluso, la pratica della stampa d’arte opera come un ecosistema visivo continuo, nel quale immagini, materiali, abiti, oggetti e ambienti continuano a trasformarsi nel corso del tempo. Il risultato è un insieme di opere definito non da singole collezioni o mostre isolate, ma da continuità, accumulazione, sperimentazione e da una lunga vita creativa attraversata da discipline e luoghi differenti.