The Florentine

MYA ROYAL: stilista contemporanea e couturière

Di Helen Farrell

Si capisce subito di essere in procinto di incontrare qualcuno con una creatività fuori dal comune quando, in una vetrina fiorentina, si nota un manichino da sarta montato su un supporto e decorato con un logo unico. Nata a Boston, Mya Royal vive a Firenze da due anni, e la sua presenza—sia online che nella vita quotidiana—rivela chiaramente il suo desiderio e la sua determinazione a realizzarsi, professionalmente e personalmente.

La vena creativa di Royal si è manifestata fin da giovanissima. Sua madre, artista e graphic designer, aveva studiato a Firenze e a Roma. Cresciuta in questo ambiente espressivo, Mya iniziò a realizzare camicie a mano già all’età di dieci anni. Ricorda con un sorriso uno dei suoi primi progetti: «Uno era fatto con materiale metallico, con forme metalliche cucite sopra. Ce l’ho ancora da qualche parte.»

Oggi Royal gestisce un’attività articolata, interamente legata all’arte e alla moda. Ha iniziato a lavorare come designer nel 2005, quando viveva ancora a Boston, e oggi descrive il suo lavoro come «a tempo pieno, e anche di più»: «Lavoro giornate molto lunghe—probabilmente dieci ore—e in quel tempo faccio moltissime cose diverse.» Insegna cucito e arte, realizza capi su misura per clienti a Firenze e all’estero, e coltiva la sua passione per l’arte e la stampa presso lo studio grafico Il Bisonte, in via di San Niccolò. E, naturalmente, deve trovare anche il tempo per portare a spasso i suoi due cani, Bella e Patience, in ottima forma quando l’ho incontrata nel suo atelier-casa in via de’ Rustici, vicino a piazza Santa Croce. «La mia giornata si divide tra produzione, insegnamento e passeggiate con i cani», scherza.

Con radici nel Sud Italia, il marchio di Royal nasce da una reinterpretazione contemporanea dello stemma di famiglia, un ragazzo a cavallo di un delfino. Royal lo ha modificato e registrato per adattarlo alla propria identità: «È una ragazza su un delfino, simbolo di libertà e qualcosa di molto personale per me.» La sua eredità eoliana gioca un ruolo attivo nella sua creatività; lo scorso anno ha trascorso l’intera estate a Filicudi, una delle piccole isole dell’arcipelago eoliano al largo della Sicilia. Sebbene abbia scelto Firenze semplicemente perché è un’artista, è evidente che gran parte della sua ispirazione provenga dal Sud.

Sempre attenta alle nuove tecnologie, Royal dedica tempo anche allo sviluppo del proprio sito web e del relativo shop online. Da maggio ha avviato una campagna di crowdfunding per portare il suo studio creativo «al livello successivo». Recentemente è stata contattata tramite il sito da una studentessa del master di Polimoda per offrire consulenza esterna in fashion design.

Essere una studentessa di master a Firenze è un’esperienza che Royal conosce bene: ha studiato fashion design all’Accademia Italiana, in piazza Pitti. Ricorda quel periodo con entusiasmo: «Eravamo solo tre studenti nel corso. Di solito si presentano tre o cinque outfit per la sfilata, ma io ne ho realizzati diciassette.» Per acquisire esperienza nel mondo dell’arte e della moda, Royal ha svolto diversi stage, tra cui uno con il presidente wholesale di Versace a New York, in uno showroom nel cuore di Manhattan, dove ricopriva un ruolo molto versatile; uno da Kiki de Montparnasse, marchio di lingerie di alta gamma («molto interessante, sempre a Manhattan»); e uno a Los Angeles, presso un’azienda che progettava collari per animali con microchip, una combinazione tra moda e tecnologia.

Al termine della nostra conversazione, ho chiesto a Royal qualche consiglio per aspiranti artisti e designer. La sua risposta: «Continuate a provarci e rimanete fedeli alla vostra visione. Andate avanti. Siate instancabili. Siate creativi e coraggiosi.»

Firenze in breve

Miglior bar per un aperitivo?
Rivalta o Sesto Senso al The Westin (terrazza panoramica! Godetevi la vista!). Oppure Hotel Cavour… ce ne sono tanti…

Miglior bistecca fiorentina?
Senza dubbio Trattoria Quattro Leoni, in piazza della Passera.

Un luogo a Firenze che ti ispira o ti rende felice?
Piazza Santa Trinita! La adoro. Sempre.

La differenza più grande tra italiani e americani?
Oh, mamma mia! Il dramma!

Un consiglio per chi arriva a Firenze per la prima volta?
Curiosità! Siate curiosi. Esplorate.

La migliore gita in Toscana?
Partite e basta! Ovunque va bene.

Opera d’arte preferita a Firenze?
Ah! Il David… perché è bellissimo.

Il tuo fiorentino preferito, passato o presente?
La prima risposta che mi viene in mente è una serie di persone che vivono qui—negozianti, vicini, persone che rendono speciale la mia giornata. Ho imparato ad apprezzarli molto.